venerdì 29 marzo 2013

The Bologna Children's Book Fair 2013 Experience


A distanza di qualche giorno trovo finalmente il tempo di scrivere un bel resoconto della fiera di Bologna, con tutte le considerazioni del caso. Vi consiglio quindi di mettervi comodi, magari con una bella tazza di té a portata di mano (e un monocolo, se ce l'avete, che fa sempre tanto lord e ci piace).
È stata la prima fiera di questa portata (ricordo a tutti che è la seconda più importante d'Europa) alla quale ho partecipato come illustratrice, e devo dire che in un primo momento mi sono trovata piuttosto spaesata. Per rompere il ghiaccio ho fatto un giro e mi sono documentata sulle varie case editrici presenti, raccogliendo biglietti da visita (e lasciando, quando possibile, i miei), cartoline illustrate e cataloghi, per poi virare sulla ricerca di colloqui, ottenendone quattro. 
Il primo, presso una grossa casa editrice italiana, si è risolto nel giro di una ventina di secondi, in quanto la signora che ha visionato il mio portfolio mi ha liquidata con uno sbrigativo "Molto belle le sue illustrazioni, ma sono per un target diverso dal nostro". Un pochino perplessa (continuo a chiedermi se le abbia effettivamente guardate) dalla rapidità della cosa, ho tentato di avere anche qualche altro appuntamento con editori italiani, per poter avere altri pareri, ma è stato impossibile in quanto:
- non visionavano portfolio;
- non visionavano portfolio ma fornivano indirizzi email a cui inviare il proprio materiale;
- ricevevano solo su appuntamento preso in precedenza;
- avevano addetti molto poco disponibili nei confronti degli illustratori (un paio di miei conoscenti sono stati bellamente ignorati mentre chiedevano informazioni).
Sono stata più fortunata con una casa editrice inglese, le cui addette mi hanno fissato subito un appuntamento con una dei loro editor senza battere ciglio. L'epilogo è stato lo stesso (le mie illustrazioni non corrispondono a ciò che pubblicano), la modalità completamente diversa. Innanzitutto sono stata fatta accomodare e l'editrice, dopo essersi presentata (per il precedente appuntamento sono rimasta in piedi senza sapere chi avessi di fronte - per quel che ne so poteva essere un'addetta alle pulizie), mi ha dedicato qualche minuto del suo tempo. È stata prodiga di complimenti, consigli e critiche costruttive, ha apprezzato la mia storia e mi ha suggerito di far girare molto il mio portfolio, perché, a suo avviso, ho uno stile che potrebbe interessare nel suo Paese.
Il terzo colloquio è capitato per caso. Mentre ammiravo i libri dello stand coreano, una loro editrice mi si è avvicinata per spiegarmi la trama della storia che mi stavo letteralmente mangiando con gli occhi, e chiacchierando le ho chiesto se potesse visionare i miei lavori. Lei mi ha subito detto che non cercavano autori, ma che un'opinione me l'avrebbe data volentieri, e così ho potuto avere un altro tipo di feedback molto significativo (mi ha suggerito in particolare di fare dell'espressività dei volti il mio punto forte), nonché una stampa della mia illustrazione preferita (e il suo biglietto da visita - "Se passi per Seoul avvisami!"). Sono rimasta piacevolmente stupita da tanta cortesia, e per quanto abbia preso tutti i suoi complimenti con le pinze, come sono solita fare con tutto, mi hanno fatto molto piacere e dato una bella carica!
Ho poi accompagnato un mio amico ad un colloquio con un editore brasiliano per fare da interprete, ricavandone un inaspettato colloquio anche per me, l'ultimo e il più proficuo della giornata. Dopo aver concluso con lui mi ha chiesto se fossi traduttrice, autrice o altro, e ho colto la palla al balzo per mostrargli il mio portfolio. Sia io che Nicola (vi lascio il link al suo blog, perché è un fenomeno: Nicola Girello Illustrator) siamo tornati a casa con un bel sorriso stampato sulle labbra e la possibilità di una collaborazione nel prossimo futuro. Vedremo se e come evolverà, c'è da dire che la soddisfazione è stata tanta, a prescindere da tutto!
Per tirare le fila del discorso, sono felice di essere andata in fiera. È stata una vera e propria manna per il mio umore e la mia determinazione, e mai mi sono sentita così decisa a migliorare e dare sempre di più per realizzare il mio sogno. Ho anche un sacco di nuove idee a cui lavorare, e mi ci dedicherò anima e corpo fin da subito. 
L'unica grande delusione ricevuta è stata quella di constatare che anche in questo settore in Italia le cose non funzionano. So che l'ambiente è chiuso e che entrare a far parte del giro è difficile, e soprattutto so di dover fare ancora un sacco di strada per migliorare, ma non mi sarei mai aspettata di vedere tutta questa indifferenza, sufficienza e mancanza di rispetto per chi sei e per il lavoro che fai. Sto cercando di convincermi che sono solo alla prima esperienza, che si è trattato di un caso, ma conosco persone con abilità, competenze ed esperienza superiori alle mie che mi hanno messa in guardia: non sarà la prima nè l'ultima volta che noterò questa abissale differenza tra le case editrici italiane e quelle straniere. Fare di tutta l'erba un fascio è sempre sbagliato, ma ho come l'impressione che abbiano ragione...

11 commenti:

  1. infatti hanno ragione ... purtroppo in Italia le cose non vanno come dovrebbero in tutti i settori, ancor di più in quello dell'editoria che mi ha delusa e amareggiata con i suoi "inciuci" quanto la politica. Ho quasi 39 anni e posso assicurarti che all'estero le cose funzionano, sia che ti dicano di no sia che ti dicano di sì, proprio come è accaduto a te. Molti alla fine finiscono per auto-prodursi o trovare forme personalizzate per promuovere i loro lavori, ma i costi sono comunque elevati e alla fine se ne vanno da questo misero paese che nel passato era la terra dell'ingegno, oggi ... boh!

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    1. Direi che non c'è altro da aggiungere... e anche 'stavolta, chi fa da sé fa per tre!

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  2. Mi spiace molto che gli editori italiani ti abbiano liquidato in una maniera così brutale, soprattutto perchè a mio avviso i tuoi lavori sono bellissimi e valgono. Però non demordere, magari in qualche altra fiera futura troverai anche degli italiani un po' più disponibili >__<
    In compenso sono contenta che tu ti sia trovata molto bene con l'editrice coreana e quello brasiliano, se mai ti pubblicheranno giuro che mi farò arrivare il libro! XD
    Ma soprattutto sono contenta che questa fiera sia servita a darti la carica, ora mi aspetto dei lavori più belli che mai!
    Chu <3
    Garnet

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    1. Chissà, magari nel mucchio qualche casa editrice italiana valida c'è. Magari piccina piccina.
      Cercherò di non deludere le tue aspettative! ♥

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  3. Sono proprio contenta che tu abbia ricevuto i complimenti e delle offerte di collaborazione, spero davvero che si concretizzino <3
    E anche se alcune cose ti hanno lasciata un po' delusa, tu guarda dritto e affidati alle tue capacità, che ci sono e sono innegabili u.u

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    1. Grazie Cami! Comunque vada continuerò a fare del mio meglio ^_^

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  4. Tutto sommato è stata una bella esperienza, sono contenta per te! Ti auguro di trovare interessanti collaborazioni, perché sei proprio brava.

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  5. Sono d'accordo con quello che hanno già commentato gli altri..sembra che in Italia funzioni tutto a favoritismi, a quanto sei raccomandato e via dicendo .__. Uno che vuole farsi strada per conto suo, viene considerato molto meno .__. Mi spiace molto per questa cosa.
    Comunque dai, la cosa che hai potuto parlare con gli editori stranieri e sentire i loro pareri, secondo me è stato molto positivo! u.u alla fine non ti hanno dato riscontri negativi, anzi :3 quindi continua così e spacca! u_u

    Monica

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  6. È comunque un'esperienza di cui fare tesoro. :)

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